- La Casa Cucco-Marino

La Casa Cucco-Marino
e altre nobili Case alleate nella Contea di Arena
Vai ai contenuti

Menu principale:


«[Nel 1570]il feudo di Rocca di Neto fu venduto da Scipione Spinelli a Marcantonio Lucifero , figlio e successore di Mario Lucifero , barone di Belvedere, e di Portia Piterà , figlia di Giulia Campitella e sorella carnale di Antonio e Bartolo Piterà di Catanzaro. Marcantonio Lucifero si unì con Cornelia D'Aquino dei baroni di Castiglione e approfittando delle difficoltà finanziarie di Scipione Spinelli, principe di Cariati, acquistò nel 1570 Monte Spinello e Rocca di Neto, ma indebitato procedette ad alcune vendite. Nel 1578 cedette dapprima il feudo di Rocca di Neto a Giraldino d'Amelia , il quale quasi subito lo passò a Giulio Caposacco . Il passaggio definitivo del feudo avvenne tuttavia quando dal Lucifero   pervenne, senza patto di ricompra, al suo cognato Cesare d'Aquino , conte di Martorano. Della breve presenza dei Lucifero a Rocca di Neto rimarranno numerose tracce, segno della loro permanenza in loco. Alla morte di Cesare d'Aquino, avvenuta nel 1589, seguì il figlio Carlo che possedette la contea di Martorano e le baronie di Castiglione, Crucoli e Rocca di Neto. Il feudo di Rocca di Neto dopo una vendita fatta da Carlo D'Aquino nel 1624 a Francesco Campitelli , principe di Strongoli, passò definitivamente nel 1631 a Mutio Protospataro . [...] Nel 1624 Carlo D'Aquino cedeva il feudo di Rocca di Neto a Francesco Campitelli, principe di Strongoli. Nella primavera dell'anno dopo un'epidemia colpisce soprattutto la parte attiva della popolazione. Molti muoiono " de subitanea, et improvvisa morte" . L'anno si chiude con 41 sepolti e 14 battezzati. Nel 1631 Mutio Prothospataro per 47.000 ducati acquisterà dal Campitelli il feudo di Rocca di Neto, con castello, fortezza, banco di giustizia, cognizione delle prime e seconde cause civili, criminali e miste ecc. già in fase di spopolamento; dai 137 fuochi del 1595 ne conta ora solo 100. Sempre nell'autunno di quell'anno l'università di Rocca di Neto per far fronte alle gravi difficoltà finanziarie cerca di aumentare le entrate. Con l'assenso del barone e dell'arcivescovo di S. Severina, trasforma un terreno di uso comune in camera chiusa. Procede così la privatizzazione delle terre pubbliche, già iniziata al tempo del feudatario Carlo D'Aquino, quando l'università indebitata   aveva concesso una difesa per duemila ducati al feudatario. Questo processo determinerà la riduzione degli usi civici e aumenterà ancor di più la concentrazione delle terre in poche mani. La crisi colpirà soprattutto i cittadini che, diminuiti di numero ed impoveriti, non potendo far fronte alle imposizioni fiscali regie, si assoggettano a cedere i loro diritti sulle terre comuni in favore del feudatario, il quale, facendosi garante dei debiti e " soccorrendo"   l'università, la renderà di continuo soggetta e sua debitrice, impossessandosi un po' alla volta dei terreni demaniali e dei diritti universali. La " morte repentina"   e le epidemie   dell'infanzia continueranno a falcidiare la popolazione. Il " Libro"   segnala numerose vittime soprattutto tra i " figlioli piccoli"   tra il 1632 ed 1634, quando ai 48 battezzati fanno riscontro ben 78 morti, e nell'estate e l'autunno del   1638. La presenza e l'assidua cura del nuovo barone non basteranno a sollevarne le sorti, anche se il ripristinato legame parentale ed economico con la terra di Crucoli, avendo sposato la figlia Elisabetta Protospatario nel 1641 il barone di Crucoli Didaco Francesco Malfitano (Il 12 gennaio 1641 l'arciprete Gregorio Orlando nella chiesa matrice di S. Martino univa in matrimonio Didaco Francesco Malfitano, barone di Crucoli e figlio di Jacobo Malfitano e di Vittoria Lucifero , ed Elisabetta Prothospatario, figlia di Mutio Prothospatario, barone di Rocca di Neto, e di Julia Lucifero . Furono presenti e testimoni il prete Melchiorre Pignatello , figlio di Fabrizio , il chierico Gio. Antonio de Juliis , il chierico Iacobo Vecchio e altri), rivitalizzerà gli antichi legami di comunanza. Morto il 27 gennaio 1644 Mutio Prothospatario (" Anno Domini Die 27 Januarii Dominus Mutius Prothospatarius Baro Roccae Nehaethi animam Deo reddidit cuius corpus sepultus est in loco depositi in Ecc.a matrici Roccae praed.ae…." ), barone di Rocca di Neto e di Croniti o La Sala (Mutio Protospatario aveva acquistato il feudo Croniti o La Sala per ducati 5000 da Francesco Basilio Ungaro con Regio Assenso del 30 marzo 1634, Pellicano Castagna M.,   Storia dei feudi cit., p.187.), succede la figlia Elisabetta, marchesa di Crucoli, ma alla sua morte, avvenuta nel 1656, per mancanza di figli il feudo ricade in Regia Corte dalla quale è acquistato nel 1664 dalla certosa di S. Stefano del Bosco».  

Cfr. anche Von Lobstein, "Settecento Calabrese" vol II pagg. 173-174


 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu