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Contestabile

I Contestabile furono aggregati alla nobiltà di Cosenza (cfr. Giovanni Fiore da Cropani, "Della Calabria illustrata", ristampa fotomeccanica dell'edizione “In Napoli per li Socii Dom. Ant. Parrino, e Michele Luigi Mutii, M.DC.XCI”, Arnado Forni Editore; vol I pag. 112).
Un Marc'Antonio Contestabile fu Vescovo di Bova; Pietro Contestabile da Cosenza fu consigliere togato sotto l'imperatore Carlo V; e Ruggiero Contestabile da Stilo ebbe l’alto onore della familiarità reale con re Roberto (cfr. P. Fiore da Cropani, “Della Calabria Illustrata” , Rubettino 2001; vol III pagg. 73 - 103 - 105). La famiglia viene indicata sempre da P. Fiore da Cropani nell'elenco delle famiglie feudatarie con vassallaggio (ibid. pag. 269) ed in quello delle famiglie con abiti di Malta (ibid. pag. 267).
I Contestabile furono inoltre patrizi di Stilo e di Gerace (Von Lobstein, “Settecento Calabrese” vol. I pagg. 136 - 137); in quest'ultima piazza tennero il suffeudo di Modi (ibid. pag. 208 n. 123).
«Capostipite ne sarebbe stato uno Joele , creato “Contestabile” del Regno da Ruggiero il Normanno. A Stilo, dove la famiglia è stabilita ab antiquo, pervenne da Barletta. Re Roberto d'Angiò concesse al nobile milite Marco Contestabile , barone di Settingiano, la castellania di Stilo.
Ruggero Contestabile , barone di Settingiano, Cotronei e Flomaria, fu familiare del medesimo Re Roberto fin dal maggio 1336. Re Roberto concesse a Pietro Contestabile la Prefettura dell'Annona di Stilo mentre da Re Ferrante d'Aragona con diploma 1° maggio 1490 (in Archivio di stato a Catanzaro) alla famiglia Comestabulo (sic) veniva confermato il feudo di Pixuni nelle pertinenze di Crotone. Nel settembre 1616 “l'Ill.mo Signor Don Scipione Contestabile della città di Gerace” istituisce una chiesa fuori le mura di quella città, da intitolare a S. Domenico. Marco Antonio Contestabile da Stilo, dal 1669 vescovo di Bova, morì nel 1699.

Arma: inquartato nel primo d'azzurro ai 12 monti (?) d'oro disposti 4,4,3; nel secondo d'argento alle tre teste di moro ordinate due, uno, bendate d'argento; nel 3° alle tre sbarre di rosso sormontate nel cantone destro dalla croce patente di rosso; nel 4° troncato al 1° d'oro all'aquila bicipite nera armata e lampassata di rosso coronata d'oro; al 2° fusato in banda di oro e di nero»
(Von Lobstein, ibid. pag 155 n. 16).

Sempre Von Lobstein ( “Settecento Calabrese”, vol. II pag. 320 ), aggiunge le seguenti notizie: «Antica, cospicua e illustre per nobiltà, la famiglia Contestabile stanziò, oltre che in Monteleone, in Gerace, in Stilo e in Terranova... Il Pachicelli nell'o.c. menziona, tra le nobili di Monteleone, la famiglia “ Contestabile di Alfonso ”. G. Bisogni de Gatti, nell'opera anch'essa citata, così ne piange la scomparsa nel sonetto Sopra alcune Nobili Casate di Monteleone di già estinte: “Romani e Contestabili... / Co i Pizzimenti dissero: Ecco io muoro...” Di loro aveva affermato che eran detti anche Conestabuli e che erano originari di Cosenza ove nomavansi Ciacci ma che a Monteleone erano venuti da Gerace o da Stilo in persona appunto di un Alfonso . Il Lumaga concorda nel dir la famiglia estinta in Monteleone. Dobbiamo far credito a G.B. Marzano che in “Una Pagina...” cit. asserisce che i Contestabile furon tra le famiglie emigrate dopo i tragici fatti che portarono allo stabilirsi della signoria dei Pignatelli?»
 
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