- La Casa Cucco-Marino

La Casa Cucco-Marino
e altre nobili Case alleate nella Contea di Arena
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Bufalo

Il Galluppi vuole che questa famiglia sia originaria di Roma e sia stata decorata del titolo di barone, e che da qui passasse in Calabria, nello stato d'Arena, e in Sicilia, dove principalmente fiorì. Un Giacomo fu giudice di Messina nel 1265; un Orlando fu sottociantro della chiesa di Messina nel 1292; un Rinaldo, milite, lo troviamo teste in un atto del 1324; un Tommaso fu giudice straticoziale di Messina nell’anno 1347; un Gregorio tenne la stessa carica nell’anno 1421-22, ed un Paolo nel 1453-54 e 1455-56. Un fra Luca fu arcimandrita di Messina sotto Alfonso; un Giovanni, nel 1417, ottiene conferma della concessione di once dodici annuali, fattagli dai Martini. Nella Mastra Nobile del Mollica troviamo notati un Francesco Maria (lista IX, anno 1595); un Coletta, del fu Giovan Gregorio (lista X, 1596) ed un Annibale (lista XI, 1597; lista XVI, 1602 e lista XVIII, 1604). Non sappiamo se a questa famiglia sia appartenuto quel Francesco Paolo, che fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1800.
Questa famiglia passò all’ordine di Malta, come quarto di altra famiglia, in persona di Filippo Smorto-Bufalo-Formica e Di Giovanni nel 1577.

I Bufalo calabresi furono nobili di Soreto. Nel XVII secolo, con la decadenza di Soreto, si trasferirono a Dinami. (G. Crocenti, La valle del Marepotamo, Ursini editore, pag. 128)
Sappiamo come in Dinami, tra fine ‘600 e inizi ‘700, fossero presenti Giuseppe, medico, ed Antonino e Nicola, sacerdoti.
Il Dr. Fisico Giuseppe Bufalo, figlio di Antonino e D. Vittoria Crocenti, fonda la Cappellania di S. Maria del Soccorso, oggi di S. Rocco; e, nel 1712, una Cappellania sotto il titolo del Carmine e di S. Giuseppe (G. Crocenti, ibid., pag. 131-33)

Dei Bufalo di Dinami abbiamo ancora notizie nel 1737, in una testimonianza di don Scipione Sciomà, precettore della Casa Ducale di Soreto, in un processo che vede coinvolti il magnifico don Prospero Protopapa, barone di Infratarè (v.) e l'arciprete Carny. In tale testimonianza, don Scipione dichiara che il dottor fisico Giuseppe Bufalo è un suo congiunto.

Arma: d’oro, al bufalo di rosso
 
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